Ancora un blitz contro i Mazzarella, volevano impadronirsi di Napoli

di Arnaldo Capezzuto

 

Approfittando dei vuoti di potere, dell'attività investigativa martellante con la disarticolazione dei gruppi criminali in ascesa e della detenzione della maggior parte di boss e luogotenenti, lo storico clan dei Mazzarella aveva pianificato una riorganizzando strategica a Napoli e nei comuni dell'hinterland.

Riprendere le redini in mano del potere, assorbire i piccoli gruppetti, ritornare centrale nei territori rispristinando un ordine e una gerarchia criminale. Un'avanzata perentoria. Prima il consolidamento della propria roccaforte a San Giovanni a Teduccio e poi lo sfondamento in altri territori con una sorta di assorbimento e affiliazione di gruppuscoli e famiglie emergenti.

Una regia attenta e d'esperienza che molti dicono condotta direttamente dai boss detenuti tra i quali lo stesso Vincenzo Mazzarella 'o pazzo.

E all'alba di questa mattina è scattata una imponente operazione della polizia con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia.

Sono finiti in manette 17 affiliati grazie all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDAntimafia ed eseguita dagli agenti della Squadra Mobile della Questura partenopea.

Le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, lesione personale, minaccia, violenza privata, danneggiamento, detenzione e porto illegale di arma.

E nella riorganizzazione dei Mazzarella sulla loro strada si sono messi d'intralcio i Rinaldi, i nemici di sempre di San Giovanni a Teduccio. E proprio contro questi i 'guaglioni' si sono dedicati anima e corpo. Nel mirino sono finite tutte le attività commerciali di riferimento, le abitazioni prese a pistolettate con l'esplosione di colpi di pistola.

La svolta: cacciarli via dal quartiere. Obbligarli a scomparire a stare chiusi al buio dei loro appartamenti.

Un negozio gestito da un nipote di Ciro Rinaldi, capo dell’omonimo clan, viene distrutto. E' il 22 giugno 2015. Le immagini catturate dalle telecamere ripresero due affiliati ai Mazzarella che, utilizzando mazze da baseball, distrussero e danneggiarono tutto.

Una spedizione punitiva. La sequenza è drammatica. Sono scene di violenza immane, sembra una guerriglia.

Sono proprio gli episodi compresi tra il 2013 ed il 2015, che danno forza all'inchiesta consentendo di documentare le responsabilità di capi, promotori e sodali della cosca 'Mazzarella', operante prevalentemente nell’area orientale di Napoli.

Non solo distruzione di attività commerciali ma anche e soprattutto agguati. Come il tentato omicidio nei confronti dei componenti della famiglia Capodanno, avvenuto a Napoli il 3 febbraio 2015.

Nello specifico due arrestati esplosero numerosi colpi d’arma da fuoco nei confronti delle vittime che si trovavamo all’interno di un negozio di loro proprietà.

Tra gli astanti, scampati miracolosamente all’agguato, vi era un bambino di due anni.

Il tentato omicidio si colloca nell’ambito di una lite, per motivi passionali, tra la famiglia Capodanno e alcuni dei destinatari del citato provvedimento restrittivo.

Poi c'è un' estorsione ai danni di un rapinatore, colpevole di non aver versato al clan Mazzarella una parte dei 100mila euro, provento di un furto perpetrato ai danni della banca Unicredit di Napoli il 3 maggio 2015.

Nell’ambito della stessa indagine la Squadra Mobile di Napoli ha già eseguito, in data 8 febbraio u.s., un provvedimento di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 affiliati al clan Mazzarella.

Il provvedimento di fermo fu emesso in seguito ad una serie di fatti delittuosi, riconducibili all’atavico contrasto tra le citate organizzazioni criminali.

Tra i destinatari del fermo vi era Francesco Mazzarella, che dopo l’arresto del fratello Roberto, avvenuto nell’anno 2007, era divenuto il capo dell’omonima organizzazione criminale.

Sconfitti i Mazzarella? Neppure a pensarlo. Il clan resta potentissimo nonostante gli arresti di oggi e della settimana scorsa. E' libero Salvatore Barile, nipote di Vincenzo Mazzarella e definito a tutti gli effetti un capo con un ampio spazio decisionale.