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Allunga le mani al party in ufficio, scatta la condanna

Con la scusa del party in ufficio spesso accade che il datore di lavoro o il superiore si prende troppa confidenza allungando intenzionalmente le mani.

Disinvolture non volute ma subite che spesso possono mettere nei guai chi li commette. A Lanciano è accaduto che la dipendente o stagista di turno si è ribellata ed ha sporto denuncia contro quella che poi le indagini hanno dimostrato essere una vera e propria molestia sessuale.

I giudici, infatti, hanno punito alla pena di un anno e 8 mesi di reclusione un commercialista, accusato di violenza sessuale contro una sua dipendente.

E' stata accolta totalmente la richiesta avanzata dall'accusa. Per la procura, infatti, l’uomo ha abusato della propria autorità di datore di lavoro costringendo la dipendente a subire atti sessuali.

Il fatto è accaduto l'11 novembre di sette anni fa quando in ufficio si festeggiava il buon esito di una pratica di lavoro da parte di una dipendente.

Festeggiando, festeggiando il titolare dello studio professionale si abbandona al troppo entusiasmo con abbracci, baci sulle gaunce e le mani poggiate sul senso della dipendente.

La giovane donna nei fatti subisce una violenza sessuale dao è stato condannato oltre alla carcerazione anche a pene accessorie, come l‘interdizione dai pubblici uffici di pari durata della pena, e il versamento di un risarcimento in via equitativa di 10 mila euro.

Si tratta di una sentenza di primo grado e quindi ancora non definitiva.

di P.P.M.

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