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Allarme Salute: Pesticida Killer nei pomodori italiani. Può provocare anche l'aborto

Allarme Salute: Pesticida Killer nei pomodori italiani. Può provocare anche l'aborto

Pomodori italiani con presenza di pesticidi significativa e ben al di sopra della norma. È l'allarme lanciato nelle scorse ore dal  sistema comunitario di allerta rapida per gli alimenti e i mangimi (RASFF) dopo aver ricevuto una notifica su una partita di pomodori provenienti dall'Italia da parte delle autorità della Croazia dove il prodotto era destinato alla vendita.  Dai controlli effettuati, infatti, nei pomodori è emersa la presenza di residui dell'insetticida clorpirifos in concentrazione decisamente elevata. Nel dettaglio, l'insetticida era presente nei pomodori per un valore di 0,14 milligrammi per chilo, 14 volte superiore al limite massimo di residui (LMR) consentito, che è fissato a 0,01 milligrammi per kg-ppm (parti per milione). Per questo l'intero carico è stato bloccato o non è entrato nemmeno in commercio ma ora il timore è che l'uso indiscriminato del pesticida posa aver contaminano anche altre partite di pomodori.

Stiamo parlando infatti di un insetticida già messo al bando al bando per uso privato negli Usa e da tempo al centro delle attenzioni degli studiosi sui suoi effetti nocivi sulla salute, in particolare quella dei bambini. A seguito di studi che lo indicavano come possibile causa di danni al sistema nervoso dei bambini, per usi domestici la vendita era stata vietata in Usa già dal 2006. Anche in Euopa da tempo il suo uso è strettamente controllato. A seguito di che esami tossicologici, effettuati dall'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) su diverse categorie di prodotti, che avevano destato preoccupazione, il limite di tracce consentite sui cibi è stato ridotto dallo 0.05 allo 0.01 nell'agosto del 2016.

Come segnala “Sportello dei Diritti”, ci sono anche degli studi che collegano l’impiego del pesticida a possibili danni al sistema nervoso o alla nascita di bambini con problemi comportamentali e con basso quoziente intellettivo, se le madri ne hanno respirato in gravidanza. Negli adulti invece il clorpirifos metile può causare nausea, mal di testa e vertigini. "Inquieta davvero vedere come i prodotti incriminati siano di largo consumo sulle nostre tavole" osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, "Diventa fondamentale, allora, tracciarli e identificarli ovunque si celino. Una battaglia, la piena tracciabilità di ogni ingrediente per garantire al massimo la tutela del consumatore e per raggiungere questo obiettivo è importante lavorare sempre di più anche su un fronte cruciale come quello della tracciabilità e dell’etichettatura".