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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Allarme per infermieri, ostetriche e sanitari: A rischio tumore se fate questi orari

Allarme tumore per chi fa turni di notte negli ospedali. L'allerta sulla salute arriva da Bari dove negli ultimi mesi sono stati 5 i casi di tumore mammario per le turniste serali e ben 10 durante l'anno scorso. L'azienda ospedaliera ha quindi deciso di programmare screening obbligatori per le lavoratrici dell'ospedale San Paolo

La Asl Bari ha messo a punto un progetto, attivo dallo scorso primo gennaio, che rende obbligatori gli screening mammografici per le lavoratrici dell’ospedale San Paolo di Bari dove finora sono dieci i casi di donne, tra i 40 e i 50 anni, che fanno turni di notte e che hanno contratto il carcinoma mammario. Il progetto è stato illustrato a Bari, in occasione della Giornata della donna, dal governatore pugliese, Michele Emiliano, dal direttore dell’Asl Bari, Vito Montanaro, e dal direttore dell’Unità operativa sorveglianza sanitaria e radioterapia medica dell’Asl Bari, Francesco Polemio.

Cinque casi negli ultimi mesi

Cinque casi di carcinoma mammario si sono verificati "negli ultimi mesi": il Servizio sorveglianza sanitaria Asl Bari ha così avviato uno studio e a considerare i diversi studi che, a livello mondiale, «"ipotizzano - spiega Montanaro - che l’alternanza sonno-veglia non adeguatamente governata nei turni di notte, nel caso delle donne può provocare una maggiore esposizione al rischio di contrazione del carcinoma mammario". Polemio, spiega che la "melatonina, ormone a fortissima azione antiossidante e stimolante il sistema immunitario, viene prodotta al buio. Se la notte io lavoro, e sono esposto alla luce artificiale, non produco melatonina. E si è accertato che in mancanza di melatonina prevalgono gli ormoni estrogenici che hanno un’azione accertata cancerogena". Al momento, aggiunge "sono dieci i casi di cancro al seno al San Paolo: si tratta di anestesiste, ginecologhe, ma anche ausiliarie e infermiere. Ora non fanno turni di notte e sono state spostate ad altre attività dove non sono esposte a radiazioni ionizzanti e a sostanze chimiche". Il progetto, dunque, conclude Pomemio, "aumenta la frequenza degli accertamenti per avere una diagnosi ancora più precoce; non ha limiti di età e diventa obbligatorio".