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Alessandro Neri, la svolta: "Ecco perchè è stato ucciso"

Due i colpi di pistola che hanno raggiunto Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore trovato ucciso giovedì scorso nella zona di Pescara sud sul ciglio di un canale. A quanto ha riferito il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Marco Riscaldati, uno ha raggiunto il giovane all'emitorace sinistro, l'altro, quello fatale, alla testa. Rintracciato nella calotta cranica, il proiettile è stato affidato al Ris di Roma per gli accertamenti. A sparare sarebbe stata una pistola di piccolo calibro.

Neri si era allontanato lunedì pomeriggio dalla sua abitazione a bordo della sua vettura, una Fiat 500 rossa, ritrovata mercoledì parcheggiata in una strada nel centro della città molto distante dal luogo del rinvenimento del corpo.

chi ha ammazzato in questo modo Alessandro e, soprattutto, perché? Per rispondere a queste domande sta indagando anche la guardia di Finanza. Tra i vari moventi possibili, dall'ingresso in un giro di droga all'usura fino all'ambito sentimentale, sembra farsi strada nelle ultime ore quello economico.

La procura di Pescara ha infatti deciso di far scendere in campo anche gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Finanza guidati dal colonnello Michele Iadarola, con l’incarico di ricostruire la storia patrimoniale della famiglia, spulciando conti ed eredità. Storia che si intreccia inevitabilmente a quella del nonno materno della vittima, tale Gaetano Lamaletto, da vent’anni titolare dell’azienda vitivinicola "Il Feuduccio", sulle colline abruzzesi di Orsogna e che già nei giorni scorsi era stato interrogato dagli investigatori. L'uomo, 79 anni, ha un passato da importante imprenditore della ceramica in Venezuela, dove ha trascorso buona parte della vita.

Quando è tornato in Italia negli anni Novanta, ha coinvolto nella società di famiglia anche gli altri parenti, tra cui Laura, la madre di Alessandro. Tuttavia, dopo poco tempo c'è stata tra i due una rottura, ed il timone de "Il Feuduccio" è passato nelle mani di un nipote, Gaetano. "Dobbiamo analizzare ruoli, rapporti e variazioni all’interno delle società", ha spiegato un finanziere. Tuttavia, la famiglia si difende: "Non vedo alcun legame con il delitto — ha dichiarato uno zio di del 29enne -. Hanno chiuso del tutto i rapporti, non si parlano e non si vedono da due anni. Che sappia io non hanno neppure mai chiamato". Le indagini, dunque, sono ancora ad un punto morto, per questo non si esclude ancora nessun possibile risvolto in una vicenda che resta ancora avvolta dal mistero.