La birra è la bevanda alcolica più venduta nel mondo. Perfino in Italia, a fronte di 33 litri a testa di vino all’anno, ne consumiamo 31, 5 litri. Le due bevande alcoliche sono dunque quasi a pari. I consumi di birra però sono in continua crescita: il 7,5 per cento nell’ultimo anno. E quindi forse presto ci sarà il superamento.

Purtroppo un gruppo di ricercatori inglesi e cinesi ha lanciato l’allarme: anche la birra potrebbe estinguersi. La produzione del suo principale ingrediente, l’orzo, è infatti profondamente influenzata dal cambiamento climatico e si ridurrà a causa delle ondate di calore e siccità.

 

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Nonostante gli allarmi siano stati ampiamente lanciati, finora nessuno aveva studiato come il clima potesse influenzare una materia prima così importante. Sono stati effettuati studi sul vino e sul caffè  che hanno dimostrato una potenziale scomparsa delle aree vitivinicole, che può arrivare fino al 73 per cento, e una diminuzione  delle varietà di piante di caffè disponibili, fino al 65 per cento. Ma nulla finora è stato detto finora sulla birra.

Proprio nel momento in cui la domanda di una bevanda così importante cresce a livello mondiale, si rischia invece che il riscaldamento globale renda meno disponibile l’ingrediente che serve per soddisfarla. Eppure, proprio per il clima, e il caldo che mette sete, la domanda potrebbe crescere ancoradrasticamente.

I ricercatori delle Università di Pechino e di Norwich hanno incrociato i dati delle produzioni agricole con gli andamenti economici globali per valutare gli effetti di una serie di scenari climatici futuri. Non hanno tra l’altro neppure considerato problemi che potrebbero comunque subentrare, come la sterilità delle spighe o l’invecchiamento precoce delle foglie. E tantomeno un rischio abbastanza noto: con l’aumento delle temperature aumenteranno anche i parassiti. Anche senza valutare queste aggravanti, hanno calcolato che la quantità di orzo disponibile diminuirà in tutto il mondo, con una riduzione dal 3 al 17 per cento. Di conseguenza i prezzi della birra potrebbero aumentare tra il 43 e il 338% entro il 2099.

L’effetto non sarà dovuto al generale rialzo delle temperature medie e al calo delle precipitazioni, ma all’aumento della probabilità di eventi catastrofici. Per evitare le conseguenze peggiori infatti, potrebbero essere coltivate varietà più adattabili e resistenti alla siccità, potrebbero essere introdotte nuove tecnologie agricole, ma di fronte a disastri come uragani, alluvioni, frane, c’è poco da fare.

Il modello sviluppato dagli scienziati è stato basato su quanto è successo tra gli anni 1981-2010 e sulle proiezioni stimate nel periodo 2010-2099.

La disponibilità di orzo calerà progressivamente, a seconda delle temperature raggiunte. E sarà maggiore se si passerà da un aumento di 3 gradi, la stima che attualmente appare più probabile, e che corrispondono a un incremento di catastrofi pari al 4 per cento,  a uno di 8 gradi, che porta invece i disastri ad aumentare del 31 per cento.

Ci sono ovviamente differenze regionali

I danni più gravi si verificheranno in America Centrale e Meridionale e in Centro Africa. La mancanza di materia prima infatti non è dovuta non solo alle perdite legate alla produzione dell’orzo, ma alla sua disponibilità.  Questo cereale infatti non serve solo per la birra: nel 2011 solo il 17 per cento diventava alcool. Il suo uso principale è quello di ingrediente per l’alimentazione del bestiame. E’ chiaro che in caso di carenze, in tutto il mondo si preferirà utilizzarlo per nutrire le mandrie che servono per produrre la carne che mangiamo, e non per dissetare i consumatori. La fame è più importante di un bene considerato in ogni caso un lusso.

I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Nature, portano a concludere che il consumo di birra si ridurrà di una quantità pari a tutta quella che viene oggi consumata in un anno negli Stati Uniti. In Paesi come  l’Argentina, ma anche Belgio, Repubblica Ceca e Germania, il calo potrebbe essere del 32 per cento.E i prezzi si impenneranno. Uno dei paesi più colpiti potrebbe essere l’Irlanda,  dove  potrebbero salire dal 43 al 338 per cento.

L’importanza della birra come fenomeno sociale è nota. Sicuramente se ci il cambiamento climatico si verificherà in modo violento avremo altri problemi, ma sarebbe comunque un peccato, per milioni di persone in tutto il mondo, aggiungere un altro disastro