Abusò di me quando ero piccolo, poi al telefono: "Era affetto, dammi il tuo iban"

Sette anni di abusi, mai raccontati fino a qualche settimana fa. Un lettera in cui spiega le continue violenze di un prete nei suoi confronti, quando era ancora piccolo, un bimbo di 7 anni.

Proprio nei giorni del summit sulla pedofilia voluto da Papa Francesco, Rete L'Abuso - associazione nata per sostenere le battaglie delle vittime -  pubblica sul suo sito l'audio integrale della telefonata choc.

La storia
Il protagonista è un giovane che, all'epoca dei fatti, aveva nove anni e che, nella denuncia presentata nei mesi scorsi nel paese estero dove risiede ora, accusa un prete della provincia, tuttora in funzione, di aver approfittato di lui. Abusi che si sarebbero protratti per sette anni, fino a quando il giovane ha deciso di espatriare e farsi una nuova vita. Alle domande incalzanti dell'uomo che chiedeva il perché di quel clima di abusi, il prete risponde: “Era natura, era un atto di affetto”. Alla fine il prete chiama in causa anche il vescovo, invitando il giovane a contattarlo.

LA REPLICA DELLA CURIA
«A seguito della diffusione in rete di un file audio che svela i contenuti di una telefonata intercorsa tra un sacerdote della diocesi di Lecce e una persona che - stando al dialogo - risiederebbe in Germania, e soprattutto a seguito della fuorviante interpretazione offerta nei testi di lancio dal sito web che ha ritenuto di pubblicare la registrazione, si rende noto che l’arcivescovo Michele Seccia, informato del caso all’indomani del suo insediamento a Lecce, avvenuto nel dicembre 2017, ha immediatamente adottato nei confronti del sacerdote in questione tutti i provvedimenti cautelativi consentiti dalla normativa ecclesiastica vigente.
Insinuare il sospetto che l’arcivescovo, venuto a conoscenza delle circostanze riferite nella telefonata, abbia anche solo tentato di coprire eventuali abusi, costituisce una grave distorsione della realtà. A seguito dei recenti sviluppi, infatti, S.E. mons. Seccia ha provveduto a rendere ancor più rigide e perentorie le misure già adottate nei confronti del sacerdote. Pertanto egli, nel prendere ancora una volta le distanze da quanto dichiarato da
quest’ultimo nel corso del colloquio telefonico captato, si riserva di adire le vie legali contro chi ha osato (o oserà) mettere in dubbio la sua correttezza, sostenuta da iniziative concrete e documentate, e contro chi ha tentato (o tenterà) di offendere il suo nome e quello dell’Istituzione che rappresenta».

 

fonte Leggo