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Abusivismo edilizio, no della Consulta. La norma fu costruita dal neo collaboratore del ministro

di Arnaldo Capezzuto

 

La Corte costituzionale boccia senza se e senza ma la legge regionale approvata l'anno scorso che riconosceva l'abuso edilizio di necessità in Campania. Una norma scellerata che nei fatti legittimava l'abusivismo edilizio.

La legge voluta fortemente dal presidente della Regione Vincenzo De Luca e che raccoglieva trasversalmente il consenso anche di altre forze politiche - eccetto i 5 Stelle - è stata sonoramente picconata dalla Consulta.

Il dispositivo dei giudici della Suprema corte in pratica polverizza il lavoro legislativo dell'anno scorso degli uffici della Regione Campania costruito sull'indirizzo politico emerso nel corso del lavoro delle commissioni e dal voto del Consiglio.

Le case costruite senza permesso devono essere demolite dai Comuni e solo in via eccezionale, attraverso una valutazione caso per caso, possono essere conservati.

Casi eccezionali che non devono contrastare con rilevanti interessi urbanistici ambientali o di rispetto dell'assetto idrogeologico.

I giudici impongono un brusco stop perchè la legge targata De Luca era indirettamente un incentivo a costruire abusivamente.

La situazione in Campania non ha pari in altre regioni, pendono 70 mila sentenze che ordinano le demolizioni.

C'è una curiosità non da poco. La legge poi bocciata dalla Corte costituzionale che nella sostanza nascondeva un vero e proprio condono generalizzato è stata partorita dagli uffici legislativi della Regione Campania all'epoca diretti da Pierluigi Petrillo.

Il dirigente che ricopriva fino all'anno scorso il ruolo di capo dell'ufficio legislativo e quindi ha contributo alla stesura della norma poi bocciata dalla Corte costituzionale da poche settimane è diventato il capo del gabinetto del ministro dell'Ambiente Sergio Costa, in quota Movimento 5 Stelle.

Intanto, il tentativo di mettere mano a una sorta di deregulation su riqualificazioni edilizie e modifiche al Put del presidente della Regione Vincenzo De Luca è in pratica saltato.

Insomma, dopo la batosta della Consulta la maggioranza in Consiglio ci ha riprovato tirando dal cilindro un altro provvedimento "misure di semplificazione sul governo del territorio e per la competitività e lo sviluppo regionale".

C'era il rischio concreto di approvare un'altra legge incostituzionale e che avrebbe spianato la strada ai professionisti del cemento. Grazie alle pressioni del Movimento 5 Stelle in consiglio gli articoli di legge che parivano l'ennesimo burrone sono stati abrogati.