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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Abbiamo (finalmente) l'erede di Walter Veltroni

Luigi di Maio prova a imitare il più celebre Walter Veltroni e la sua politica del “ma anche”. Il leader grillino sforna contraddizioni e virate a ripetizione: dagli accordi politici ai temi caldi che dovrà affrontare il governo Conte. In politica estera, il ministro del Lavoro e Sviluppo economico conferma la permanenza nel patto Atlantico ma apre alla Russia. “Come abbiamo sempre detto, restiamo alleati degli Stati Uniti. Questo e' un governo che vuole lasciare l'Italia negli accordi e nelle alleanze - ha spiegato il vicepremier parlando con i cronisti durante la visita agli stabilimenti Leonardo di Pomigliano d'Arco (Napoli) - garantendo continuita' a quello che e' gia' stato: restiamo nella Nato, restiamo alleati degli Stati Uniti, e portiamo avanti anche la nostra funzione di dialogo con paesi come la Russia, come e' sempre stato". Di Maio poi ha aggiunto: "l'Italia storicamente ha avuto una funzione, nell'ambito della Nato, dell'alleanza occidentale, di essere un paese che dialogava con paesi dell'est, come la Russia, ma anche con paesi come quelli del Mediterraneo, del nord Africa, che poi oggi sono quelli che ci permetteranno di risolvere il problema dei flussi migratori". Di Maio si candida ad essere il portavoce di un nuovo pensiero politico. D’altronde, con la strategia dei due forni, Di Maio aveva già sdoganato la doppia morale in nella dialettica politica.

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