A Volla piove, governo ladro

di Arnaldo Capezzuto

Piove, governo ladro. A Volla, questo sfogo universale, quando dal cielo cade l'acqua a catenelle diventa una voce di popolo.

Cemento, cemento e ancora cemento. Alla fine nella corsa ad accaparrare deroghe, permessi per costruire in zona F, cambi di destinazione d'uso in zona agricola e poi colate di calcestruzzo nelle zone bianche, ci si può dimenticare di costruire le pluviali.

L'impianto fognario, nella piccola cittadina alle falde del Vesuvio, è rimasto quello degli anni Sessanta quando il profilo morfologico del territorio era armonioso e corrispondente alle unità immobiliari.

La massiccia edificazione con una inquietante accelerata di questi anni oltre a devastare urbanisticamente Volla, hanno aggravato e indotto delle nuove e pericolose criticità idrogeologiche.

L'acqua piovana non riesce a canalizzarsi. Pendenze inesistenti, condotti fognari di portata limitata rispetto alle nuove esigenze, corsetti di cemento sbriciolati sotto la pressione e la forza cinetica dei fiumi d'acqua. Insomma, una situazione preoccupante e drammatica.

Il risultato è di una città perennemente allagata con una grave minaccia alle fondamenta dei fabbricati.

I corsi d'acqua, infatti, devono trovare una via di fuga, altrimenti s'infiltrano e cominciano a distruggere tutto ciò che trovano sulla loro strada.

Il rischio è di un progressivo indebolimento delle strutture sottostanti il livello del manto stradale e quindi degli stessi plinti sui quali - nella maggior parte dei casi - sono state edificate le basi per tirar su i palazzi, le villette e i complessi edilizi.

E pensare che sbirciando le autorizzazioni concesse generosamente dall'ammnistrazione comunale proprio - il famigerato ufficio tecnico - negli allegati e tra le clausole poneva l'obbligo di messa in opera di strutture compensative riguardanti prorio i sottoservizi e l'adeguamento degli impianti fognari.

Nessuno ha controllato, nessuno ha verificato e ora a Volla bastano quattro gocce d'acqua per ritrovarsi laghi e fiumi. Insomma, quando piove invece dell'auto è meglio uscire con un gommone se è proprio necessario.

Amministrativamente sarebbe opportuno obbligare i costruttori, i proprietari delle nuove abitazioni a rispettare quanto disposto negli atti autorizzativi: realizzare gli interventi di adeguamento dei sottoservizi, pena una 'pioggia' però questa volta di sanzioni.

 

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