A Volla, nell'aula consiliare va in scena la piece teatrale: 'Così è (se vi pare)'

Benvenuti a Volla, Campania, Italia, Europa, 2019. Nell'aula del Consiglio comunale è andata in scena, ieri pomeriggio, la piece teatrale: 'Sequestro preventivo di n.250 unità abitativa ad opera della Procura della Repubblica. Conseguenze urbanistiche. Discussione politica'.

Il testo è stato interpretato da - consiglieri comunali e amministratori – nel ruolo di attori e comparse. L'opera è liberamente ispirata a 'Così è (se vi pare)' del grande drammaturgo, scrittore e poeta italiano, il premio Nobel Luigi Pirandello.

Che la verità assoluta esista o meno è cosa tantomeno irrilevante: è questo il messaggio finale pirandelliano che nella declinazione vollese trova sostanza, nutrimento e cronaca giudiziaria.

'Solidarietà', 'solidarietà', 'solidarietà', la parola in assoluto più utilizzata nei vari interventi. Non sono mancate massicce spruzzatine di ipocrisia, condite dalla scontata retorica oratoria con lirici voli pindarici.

La claque telecomandata - sempre presente - ha esaltato e osannato con scroscianti e rumorosi applausi alcuni interventi per lo più di noti esponenti politici locali.

Alla fine Alice ha vagato - senza una meta precisa - nel Paese delle meraviglie. Il leitmotiv è stato e non poteva essere diversamente : scordiamoci il passato.

Chiaramente nessuno ha sentito nulla, nessuno ha visto niente e nessuno ha parlato quando occorreva parlare. Insomma, mentre la sartoria della burocrazia creativa, preconfezionava con codicilli, pezzi di norme e strane circolari, il sacco edilizio di Volla, tutti coloro i quali avevano responsabilità, erano affetti dal virus del torcicollo : testa girata altrove.

Nell'aula consiliare - addirittura è apparso qualche vecchio consigliere comunale - sempre in carica - sopravvissuto perfino allo scioglimento dell'amministrazione del 2004 decretato dal Presidente della Repubblica per infiltrazioni mafiose.

La filosofica è nota : 'Mal comune, mezzo gaudio'.

Singolari,  le proposte emerse nel corso della discussione politica : si va dal chiedere la reinterpretazione delle norme - vedi zona F, zona F2 - a organi superiori regionali fino addirittura alla richiesta - da parte - dell'ex sindaco Andrea Viscovo - ora all'opposizione - di istituire una commissione ad acta - attraverso la norma dell'articolo 18 del regolamento comunale - per accompagnare - non si sa dove - l'attuale primo cittadino.

Dubbi, perplessità e tanta nebbia. A Volla, anche quando al governo c'era lo stesso sindaco Viscovo e predecessori, sono state concesse in deroga agli strumenti urbanistici tanti, troppi permessi a costruire, forzato le norme, interpretato ad arte i regolamenti, confezionate e votate delibere poi in parte annullate dal commissario straordinario.

L'atto d'accusa dei magistrati della Procura di Nola, vagliato da un giudice terzo, racconta tutta un'altra storia anzi è sempre la stessa storia.

Lobby trasversali, comitati d'affari, impasto con la politica e la burocrazia, leggi e norme non rispettate ma interpretate in modo 'creativo' e nel frattempo il maledetto cemento è stato pompato in grandi quantità. Edilizia selvaggia, accatastamenti di case, villette a schiera, in barba a ogni regola minima e nell'assenza totale di un disegno urbanistico coerente con spazi pubblici, attrezzature, servizi e sottoservizi adeguati.

Non è una bestemmia paragonare il 'sacco di Volla' con quello di Palermo di Vito Ciancimino e cavalieri erranti.

L'inchiesta è alle battute iniziali – sottolineano dagli uffici giudiziari – lo scandalo ha proporzioni enormi e forse addirittura superiori a quello di Orta di Atella.

Ci sono cittadini-proprietari preoccupati, disorientati e truffati. La politica dovrebbe dire parole di verità, spiegare le cose come stanno, autodenunciarsi e collaborare con i magistrati.

Invece, si continua furbescamente, vigliaccamente a mestare nel torbido, ad agitare il dito in aria e dire : 'Chi è stato?'.

Non è teatro ma un teatrino dell'assurdo con amministratori, burocrati, costruttori, imprenditori rapaci e entità che - anche adesso - recitano il solito copione.

di Arnaldo Capezzuto

 

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