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A Castel Volturno fabbricavano pratiche edilizie: quando tocca a Volla?

Cemento, cemento e ancora cemento. A Castel Volturno operava un'organizzazione, un impasto, un potere parallelo composto da imprenditori, costruttori, professionisti, burocrati, funzionari dell'amministrazione, tecnici e particolari ambienti.

Un gruppo di potere che si muoveva compatto e che negli anni ha contribuito a devastare un intero territorio.

Permessi in deroga, cambio di destinazione d'uso, piani regolatori ballerini e ancora finte ristrutturazioni e neo insediamenti in zone vientate che ben presto diventano zone residenziali.

Non è una prima visione. Il film è sempre lo stesso come del resto la trama. Accade nel casertano come alle porte di Napoli.

Si scrive Castel Volturno ma si potrebbe leggere Volla, la cittadina della cinta vesuviana dove in pochi anni si è cementificato di tutto di più.

E stamane è scattato il maxi blitz  a Castel Volturno. Qui addirittura era tutto era lecito pur di ottenere permessi pilotati e autorizzazioni per non far fermare l'industria del mattone.

C'era chi chiedeva e otteneva favori sessuali in cambio di pratiche edilizie. È una delle accuse agli atti dell’inchiesta che, per ora, ha portato all’arresto di sei persone, tra le quali quattro dipendenti del Municipio e un tecnico esterno nonché un dirigente dell’Imat, istituto di navigazione del Villaggio Coppola.

E' stata la Procura di Santa Maria Capua Vetere - diretta da Maria Antonietta Troncone - a condurre la delicata inchiesta.

Esisteva una vera e propria cricca coperta che operava in una sorta di borsa economica volta alla compravendita di pratiche e permessi edilizi, in un Comune già devastato e deturpato dall’abusivismo selvaggio.

Sono stati i carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone a stringere le manette ai polsi del comandante dei vigili di urbani, Luigi Cassandra, al capo dell’Utc Carmine Noviello e all’addetto all’ufficio tecnico Antonio Di Bona.

Quest’ultimo - in particolare - avrebbe chiesto favori sessuali e ricariche telefoniche in cambio di aggiustamenti di pratiche.

Gli altri arrestati sono il geometra Giuseppe Verazzo, Giuseppe Russo, tecnico comunale e Rosario Trapanese dell’Imat.

Capitolo  a parte riguarda l'accertamento sulle responsabilità politiche dell’amministrazione comunale in carica con il sindaco Dimitri Russo, non pochi mesi fa, impegnato come cicerone nel corso della trasmissione 'I dieci comandamenti' di Domenico Iannaccone che incentro un servizio proprio sul cemento selvaggio del comune casertano.

Sono quindici in tutto gli indagati in stato di libertà per i quali non è stata chiesta alcuna misura cautelare.

L’ordinanza che sconvolge il Municipio del litorale dominio porta la firma del gip Alessandra Grammatica.

Agli atti d’accusa sono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, concussione, falso ideologico in atto pubblico, indebita induzione a dare o promettere utilità.

I fatti, ricostruiti dai pm Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano, si sarebbero verificati a partire dal 2016, momento in cui l’inchiesta ha preso le mosse grazie alla denuncia di un cittadino che aveva presentato delle istanze in merito a pratiche riguardanti la documentazione sismica nel complesso residenziale Le Anfore.

E il procuratore Troncone nel corso della conferenza stampa ha parlato di "intercettazioni risultavano sconcertanti, tanto da paventare un consolidato sistema corruttivo e una gestione dell’Ufficio improntata a logiche di gestione clientelare”.

Insomma, se a Castel Volturno è stato scoperchiato il pentolone molti si chiedono quando scatteranno gli stessi provvedimenti per Volla, territorio letteralmente cementificato e occupato da cricche, clan e gruppi di potere che in pochi anni hanno trasformato il Comune alle falde del Vesuvio in una piccola Dubai.

Nel Muncipio di Volla sguazzano amici degli amici, imperversano manine e manone, si tirano fuori codicilli, si sfoderano trucchetti burocratici e si applicano collage creativi di norme, sentenze e stralci di articoli di legge.

Una batteria di fuochi d'artificio che negli anni hanno consentito ai gruppi di potere di Volla di godere di una legalità illegale, una prassi procedurale delinquenziale sfociata nella più grande e vergognosa mega speculazione edilizia degli ultimi decenni e consumata sotto gli occhi di tutti e dove nessuno si salva.

di Arnaldo Capezzuto

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